giovedì 3 novembre 2011

SCULACCIANGUILLE (.. così mi chiamavi)

Mi mancasti amico
nella lontananza più aspra.
Mi manchi
nella serenità del gioco
e te ne andasti
allo stesso modo.
Perfetti noi
gambi di fiori
sbocciati a farfalla
nel prato più intenso
dei nostri sorrisi.
Non mi arresi
al tuo volere.
Ignaro
della sua natura
attendesti il divenire
con vivacità e paure
di un fanciullo.
Abbiamo amato
le nostre danze
laboriose
e creduto
nell'armonia delle parole
che scrosciavano
rotonde e di conforto
cercando incastri generosi
disilludendo lo scettico.
Il torrente
cantava per noi
mentre piantavamo
frutta estiva
sotto la tiepida pioggia di casa.

Luciana BIANCO

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